La società della credulità

Quella che stiamo vivendo è stata battezzata come l’epoca della “post-verità” e cioè un’epoca in cui la comunicazione, dalla politica al web, si basa su affermazioni che sono sentite come vere, ma che non trovano alcun fondamento nei fatti reali.
Giorno dopo giorno, ora dopo ora, è possibile reperire in rete una mole di informazioni tale che una sola vita non basterebbe per poterle consultare tutte. Ma la rete, e qui viene il bello, se da un lato ci inonda di informazioni, dall’altro ci lancia un salvagente, rappresentato dalla selezione delle notizie più visualizzate, di quelle che maggiormente hanno attirato l’attenzione degli utenti.
Ma non è tutto oro quello che luccica e non tutte le notizie rispecchiano la realtà. Belle immagini, una particolare impaginazione o uno stile di scrittura che più aggrada sono tra gli elementi chiave per la selezione di un articolo piuttosto che di un altro, indipendentemente dalla veridicità di quanto riportato.
Alterazione del reale, complottismo, cosa si nasconde dietro questa disinformazione?

“La realtà è fatta di persone che vivono in una sorta di catena solidale per nascondere la verità ai cittadini, verità sempre dannosissime come, ad esempio, le scie chimiche che servono per modificare il clima, o ancora articoli che pongono un rapporto di conseguenza tra le trivelle e il terremoto della settimana scorsa tanto che ancora qualcuno pensa che questo terremoto sia stato artificialmente causato da qualcuno che deve in qualche maniera dimostrare che ha un potere così forte sull’umanità da poter cambiare il clima. Tutto questo viene chiamato “Analfabetismo Funzionale”. L’analfabeta funzionale è la persona che in realtà è incapace di leggere, scrivere e interpretare alcuni messaggi che vengono dalla complessità del mondo che lo circonda. Non sa interpretare quello che vede e così per lui diventa la realtà quello che sembra più prevedibile.”

(Walter Quattrociocchi a Radio 24)

Una società analfabeta, credulona, che da per vero qualsiasi cosa legge, vede o sente. Una società in cui la disinformazione sta diventando l’assunto più importante. Una società “zombizzata”, atrofizzata, incapace di riconoscere la finzione e per questo facilmente dominabile.
A poco a poco la realtà si sta trasformando in un film di pessimo gusto dove la finzione e l’irrelatà di determinate azioni e circostanze è talmente ben strutturata che, inevitabilmente, la accettiamo per vera.

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