Referendum, Napolitano: ‘Bisogna chiudere twitter e facebook’, ma è una bufala!

Una finta intervista all’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sul referendum costituzionale del 4 dicembre, pubblicata su una altrettanto finta testata giornalistica fa più notizia di migliaia di notizie vere. Il popolo del web si dimostra molto vulnerabile alle bufale, fino a credere di informarsi leggendo qualunque boiata che il web ci propina. Ogni notizia andrebbe e va verificata. Non basta vederla scritta da qualche parte per essere vera.

Eppure chiunque può aprire un sito web e dispensare notiziebufala, che poi faranno il giro del web, grazie al fatto che milioni di utenti ci cascano. Bisognerebbe imparare a difendersi dalle bufale e dalla cattiva informazione e sotto questo aspetto l’ingenuità la fa padrona.

Quali motivazioni dietro le bufale?

Molti siti diffondono bufale per diversi motivi: goliardici, economici o politici. Alcuni di essi riescono a totalizzare centinaia di migliaia o milioni di visualizzazioni mensili, che si traducono in lauti guadagni, grazie alla pubblicità online. Insomma, guadagnano prendendo in giro i loro lettori creduloni. Dietro ad alcuni siti ci sono movimenti politici che pubblicano post finalizzati a fomentare rabbia contro il governo, gli avversari politici e gli immigrati, attraverso false notizie.

La bufala su Napolitano

Il titolo della bufala è: “Napolitano: ”Troppa propaganda per il NO sui social, Twitter e Facebook vanno chiusi. Le parole choc dell’ex Presidente”. Si tratta di una finta intervista in cui l’ex Capo dello Stato si dimostrerebbe non solo spudoratamente di parte sul referendum e sul governo Renzi, ma arriverebbe a dire che se vincesse il No il referendum non avrebbe alcun valore.

Alla replica del finto intervistatore, sul putiferio che si scatenerebbe sui social, il finto Napolitano avrebbe detto che “per questo motivo i social andrebbero chiusi, Facebook e Twitter su tutti” e che “sarà uno dei punti della prossima finanziaria. Così finalmente non leggeremo più i “buongiornissimooo kaffèèè” di parenti e amici, in un paese civile e avanzato queste cose non sono tollerabili. E basta con la gif del cane che saluta”.

L’intervista si conclude con un’improbabile tono amichevole: “Ringraziamo Giorgio per la disponibilità”. Il sito che l’ha pubblicata è liberogiornale.com, che nulla ha a che fare con Libero Quotidiano. Scorrendo in fondo, in una scritta in piccolo che ricorda il bugiardino delle medicine, nella sezione effetti collaterali, si legge che i diritti di riproduzione appartengono a “Easy News Media Ltd Copyright” (probabilmente finta) e che ‘Satira e Finzione sono la nostra Missione’.

E’ lo stesso sito che dichiara che le notizie sono finte. Ma a differenza di altri siti, come Lercio, dove si evince subito che si tratta di satira, qui la natura fittizia o di satira dei post non è così evidente e, anzi, è piuttosto velata. Nella sezione “Disclaimer” viene precisato che le notizie riportate ‘sono frutto di fantasia, tranne ove specificato’ e che ‘se le notizie sono prelevate da altri siti e/o blog, viene citata la fonte. “Libero Giornale è un blog di satira e raccolta di informazioni generaliste”. Insomma, si fa tutto un brodo, del vero e del falso, e i lettori vengono avvisati quando la notizia è vera, non quando è falsa.

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