Dalla comunicazione delle masse alla guerra cibernetica: le nuove frontiere tecnologiche.

Nell’era delle tecnologie, dei media digitali e dei social network fare comunicazione è diventato il leitmotiv di tutti gli utenti. Che si tratti di esperti qualificati o di semplici users la comunicazione oggi è alla portata di tutti e chiunque è libero di produrre informazione. Tutto ciò ha portato ad un cambiamento significativo laddove la tempestività e la quantità di notizie pubblicate sul web ha surclassato drasticamente la qualità e soprattutto la veridicità dell’informazione stessa. Non importa di cosa si parli, l’importante è Comunicare.
La comunicazione di massa o meglio, la comunicazione delle masse ha quindi portato ad una sempre più dilaniante “Misinformation”, una guerra all’ultima “bufala” incessantemente veicolata dai vari social network e incrementata dallo sviluppo tecnologico. Sviluppo che interessa in maniera sempre più rilevante numerosi settori come, ad esempio, quello politico puntando il riflettore sulla questione della democrazia digitale. Una politica che però, ad oggi, ignora la potenza delle nuove forme di comunicazione ma si limita ad approcciarsi alla rete con mero analfabetismo, utilizzandone in maniera maldestra le applicazioni e proponendo contenuti incapaci di suscitare il minimo interesse. La loro attenzione infatti, è principalmente polarizzata dai mass media, giornali, radio e televisione. Uno sviluppo maggiore degli assetti porterebbe altresì alla costruzione di uno spazio democratico più diffuso all’interno del quale i cittadini possono partecipare attivamente con commenti ed opinioni.
Ma non è tutto oro quello che luccica e se da un lato le nuove frontiere tecnologiche possono portare a cambiamenti positivi per la società, dall’altra parte si stanno tessendo le reti per un “ritorno al passato”, ad una guerra fredda combattuta dietro ad uno schermo. Virus, violazioni di sistemi informatici, hackeraggio a tutto spiano sono le componenti fondamentali di una cyber war che non esclude nessuno. E grazie alla mole di dati presenti sulla rete fare guerra cibernetica non è mai stato così “semplice”.
Uno scenario vasto, ricco di temi che vanno dai big data, alla disinformazione, alla cyberwar. Un team di studiosi pronti ad analizzare in maniera dettagliata tutto ciò che riguarda la rete e di come questa stia modificando, positivamente e negativamente, la realtà. Uno spazio dove ricercatori e progettisti possono contribuire a creare un’area di ricerca critica sull’ideologia della comunicazione. In una sola parola Web2society.

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